Diventare Mamma

La pianificazione familiare

Il vecchio tabù che suggeriva alle donne con patologia reumatica di evitare di avere figli è ormai caduto, questo perché i medici sono oggi in grado di guidare le pazienti in modo da far loro evitare o affrontare al meglio le potenziali criticità.

È dunque fondamentale manifestare allo specialista di riferimento il desiderio di maternità, in particolare affrontare ogni tema relativo alla pianificazione familiare, dalla contraccezione alla procreazione medicalmente assistita (PMA), compresi i possibili rischi associati alla patologia e alla sua terapia.

Purtroppo, su questo fronte c’è ancora un’intensa opera di sensibilizzazione da costruire. Da una recente indagine* condotta su 398 donne in 24 centri reumatologici italiani emerge che a una paziente su tre non è mai stato chiesto se desiderasse un bambino, mentre una su due ha rinunciato a procreare per paure legate alla patologia o alla sua cura.

Il counseling è fondamentale per garantire l’appropriatezza terapeutica in ogni fase della vita nonché la salvaguardia dei diritti inerenti alla scelta di maternità. Durante la visita preconcezionale vengono analizzati tutti i fattori, correlati o meno alla patologia, in modo da impostare una strategia personalizzata idonea a minimizzare ogni rischio per madre e nascituro.

*Fonte: Gli Speciali di AboutPharma, La tutela della salute della donna con malattie reumatiche croniche in età fertile, n. 7, Ottobre 2017, p. 6.

Il counseling preconcezionale

Una malattia in fase attiva e la presenza di insufficienza d’organo moderata-severa rappresentano le principali controindicazioni alla gravidanza nelle donne con patologie reumatiche.

Pianificare la gravidanza è un atto di amore e protezione della paziente sia per se stessa che per il nascituro.

Il principale fattore di rischio per l’insorgenza di complicanze materne e fetali durante la gravidanza è la presenza della malattia in fase attiva.

Per ridurre tale pericolo, è cruciale programmare il concepimento in una fase di remissione stabile da almeno 6 mesi.

Pianificare la gravidanza consente inoltre una serie di vantaggi:

  • avere il tempo di chiarire ogni dubbio, raccogliere tutte le informazioni necessarie e imparare a conoscere e a gestire le possibili criticità che possono verificarsi, per affrontare con consapevolezza la maternità. Questo permetterà di affrontarla nelle migliori condizioni psico-fisiche
  • effettuare tutti gli esami e i controlli per verificare accuratamente il proprio stato di salute ed evidenziare eventuali possibili pericoli in modo da mettere in atto le misure precauzionali necessarie. In generale, come per tutte le future mamme, è auspicabile controllare lo stato vaccinale, fare esami preventivi, a cominciare da quelli infettivologici (per esempio le classiche ricerche degli anticorpi per rosolia, citomegalovirus, e così via) e avviare una profilassi con acido folico per ridurre il rischio di malformazioni neonatali. Oltre a questi esami generici, vanno affrontati controlli specifici relativi alla malattia reumatica, in modo da attuare, se necessario, misure preventive specifiche
  • nell’attesa del momento più opportuno per il concepimento, si può ricorrere alla contraccezione. Va ricordato però che il metodo deve essere scelto in base alle caratteristiche della donna
  • valutare il regime terapeutico con uno specialista: in alcuni casi, in previsione della gravidanza, andrà rivalutato il trattamento in base al rapporto rischio/beneficio

La check list del rischio (i fattori di rischio)

Madre e feto vanno considerati come un’unità: il benessere dell’una influisce sull’altro e allo stesso modo i problemi di salute dell’una possono danneggiare l’altro (e viceversa). È quindi fondamentale prestare la massima attenzione ai possibili rischi, correlati o meno alla patologia reumatica.
Il team multidisciplinare di reumatologo e ginecologo visiterà la donna che desidera diventare mamma e valuterà i potenziali rischi legati alla malattia reumatica senza dimenticare i fattori di rischio da considerare in tutte le donne che vanno incontro a una gravidanza. Nelle seguenti tabelle è riportata una check list dei fattori da considerare nella stratificazione del rischio ostetrico di una donna affetta da qualsiasi malattia reumatica durante il counseling preconcezionale.

*Tabelle: Adattato da: SIR, Società Italiana di Reumatologia – Come affrontare la pianificazione familiare con i pazienti affetti da malattia reumatica: consigli pratici per lo specialista, 2017.
Disponibile al link:
https://www.reumatologia.it/obj/files/OPU_SIR_2017.pdf (Ultimo accesso: aprile 2019).

La contraccezione come strategia

Nel caso in cui la donna con malattia reumatica non desideri una gravidanza, per motivi di salute (in fase acuta della malattia o in trattamento con farmaci che prevengono malformazioni fetali) o personali, si può considerare il ricorso alla contraccezione.

Anche in questo caso è importante conoscere tutte le opzioni contraccettive a disposizione.

Come per tutte le altre donne è necessario che il ginecologo valuti sia i fattori generali, quali ipertensione, obesità, fumo di sigaretta e così via, sia quelli legati alla malattia reumatica e al trattamento in corso. Basandosi sulle caratteristiche individuali e sulle preferenze della paziente, lo specialista proporrà il metodo anticoncezionale più adatto.

Le opzioni possibili per le donne con patologia reumatica sono molteplici, a cominciare dai dispositivi intrauterini, per i quali non sussistono problemi, a meno di controindicazioni ginecologiche.

La spirale medicata con progesterone potrebbe risultare consigliabile per quelle pazienti con sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi che hanno un flusso mestruale abbondante come conseguenza del trattamento anticoagulante.

Per quanto riguarda i trattamenti ormonali, invece, va suggerita cautela.

Attenzione ai contraccettivi con estrogeni, ormoni in grado di attivare il sistema immunitario e la coagulazione: sono controindicati per alcune tipologie di pazienti, come le donne con Lupus Eritematoso Sistemico (LES) attivo e/o con positività per gli anticorpi antifosfolipidi. Per queste pazienti è meglio ricorrere a preparati a base di solo progestinico (pillola per via orale, impianti sottocutanei), ma va ricordato che questi possono aumentare il rischio trombotico, anche se meno rispetto agli estrogeni.

Nelle donne con artriti croniche, sclerosi sistemica, Lupus Eritomatoso Sistemico in remissione o con attività di malattia stabile (e negatività per gli anticorpi antifosfolipidi), è consentito l’utilizzo della pillola estroprogestinica.

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