Diventare mamma con una malattia autoimmune
risposte alle domande più frequenti

Oggi diventare mamma per le donne con una malattia autoimmune è possibile. Rispetto al passato, le attuali conoscenze permettono di affrontare una maternità con serenità, sebbene con le dovute precauzioni.

I medici sono in grado di guidare le pazienti in modo da evitare, o affrontare al meglio, le potenziali criticità.

Una corretta pianificazione del percorso che va dal concepimento ai primi mesi del bambino consente di prevenire e/o gestire ogni possibile inconveniente della gravidanza, limitando stress ed eventuali rischi, e favorendo la nascita di un bambino sano.

In questa pagina abbiamo predisposto, insieme agli specialisti che ci affiancano nel progetto #anchiomamma, una serie di risposte alle domande più frequenti.
Se vuoi porre tu stessa una domanda ai nostri specialisti, vai alla sezione “Chiedi all’Esperto” e compila il modulo che trovi nella pagina.

Se hai una malattia autoimmune e desideri diventare mamma non lasciarti fermare dai dubbi: oggi puoi realizzare il tuo sogno. Rivolgiti al tuo specialista prima del concepimento e parlagli in modo sincero e trasparente, saprà darti i consigli di cui hai bisogno. Se cerchi un suggerimento, scarica i Decaloghi di #anchiomamma, sono spunti per facilitare il dialogo con il proprio specialista, per avviare un dialogo sereno e costruttivo e vivere la propria condizione in modo sereno e consapevole.

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Con l'artrite reumatoide è meglio il parto naturale o il cesareo? La malattia incide?

Ginecologia

Reumatologia

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Sono veramente molto rare le indicazioni al taglio cesareo in relazione alla patologia di base perché in genere quello che viene privilegiato è il parto per via vaginale.
Solamente qualora ci fossero delle complicazioni proprio meccaniche nell’apertura degli arti, vuoi perché la paziente è stata sottoposta a protesi a livello della testa del femore e delle anche, che sono comunque molto, molto rare, qualora non ci siano limitazioni proprio alla abduzione, quindi alle posizioni da assumere al parto, non ci sono indicazioni di tipo medico legate alla patologia di base.
Questo ovviamente se la gravidanza arriva a termine e non ci sono altre complicanze sovrapposte.
Se invece ci fossero necessità di espletare il parto, a causa di problemi di pressione materna, di ritardo di crescita, o quant’altro, allora diventano delle indicazioni ostetriche, quindi non basate sulla terapia di base.

Cosa fare se la malattia autoimmune compare durante la gravidanza, senza che ci fossero avvisaglie in precedenza?

Ginecologia

Reumatologia

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I casi in cui la malattia autoimmune compare in gravidanza non sono rarissimi, può capitare, perché un certo squilibrio del sistema immunitario potrebbe portare alla prima manifestazione di malattia durante la gravidanza.
Anche in questo caso, non c’è da avere nessuna paura particolare, bisogna però avere fretta di rivolgersi a uno specialista. Egli può indirizzare a un trattamento che serva a incanalare la malattia verso una sana remissione e verso un sano controllo, pur rispettando la gravidanza.
Se possibile, la situazione andrebbe affrontata con un team multidisciplinare. Lo specialista di settore, se la malattia è reumatica il reumatologo, insieme all’ostetrico ginecologo possono offrire una doppia visione della paziente, e quindi rispettare sia la malattia sia la gravidanza.

Le malattie reumatologiche sono trasmissibili?

Reumatologia

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Le malattie reumatologiche non sono trasmissibili direttamente, anche se possono essere famigliari: cioè in una stessa famiglia ci possono essere più membri affetti (zii, cugini etc) da malattie autoimmuni, ma non necessariamente dalla stessa malattia.

Potrò comunque occuparmi del mio bambino nonostante la psoriasi?

Dermatologia

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Le mamme con la psoriasi, anche se in forma grave, possono vivere serenamente tutte le fasi della maternità e prendersi cura del proprio bambino come tutte le altre mamme, a patto che abbiano concordato con il proprio dermatologo il trattamento più adeguato a gestire la malattia.

Durante la gravidanza devo sospendere la terapia per la psoriasi?

Dermatologia

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Solo in alcuni casi, dipende dalla situazione personale e dalla valutazione del dermatologo, il cui supporto è fondamentale.
Il fai-da-te è potrebbe essere pericoloso, perciò se noti dei cambiamenti nel tuo stato di salute o nel decorso della malattia rivolgiti al tuo medico, sarà lui a decidere qual è la soluzione migliore per te.

La psoriasi mi impedirà di allattare il mio bambino?

Dermatologia

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La psoriasi è una patologia che può rendere particolarmente fastidioso l’allattamento al seno, se le macchie o placche sono presenti sui capezzoli o nella zona dell’areola. In questi casi bisognerebbe utilizzare dei prodotti emollienti che riducano il fastidio. In ogni caso, i segni sulla pelle non costituiscono un rischio per il bambino. Alcuni farmaci sistemici utilizzati per il trattamento della psoriasi sono in grado di passare attraverso il latte materno. Questo è uno dei motivi fondamentali per cui devi chiedere al tuo dermatologo qual è la scelta terapeutica migliore che preservi la salute tua e del tuo bambino.

Posso trasmettere la psoriasi al mio bambino?

Dermatologia

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La predisposizione genetica alla psoriasi non coincide con la certezza di ammalarsi.
Gli scienziati, infatti, sono concordi nell’affermare che la psoriasi è caratterizzata da una predisposizione genetica di base, che sembra coinvolgere più geni o combinazioni di geni. Alcuni soggetti, quindi, sono più predisposti a sviluppare la patologia. Tuttavia, perché la psoriasi si manifesti in chi è predisposto, occorre che vi siano fattori scatenanti, come ad esempio infezioni, traumi della pelle o situazioni di forte stress.
Quindi, se anche il tuo bambino ereditasse i geni che lo rendono predisposto, ciò non sarebbe sufficiente per sviluppare la malattia.

La psoriasi peggiora in gravidanza?

Dermatologia

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Dipende dalla situazione personale. In molte pazienti, come emerge dalla letteratura scientifica, in gravidanza i sintomi migliorano, in altre la psoriasi può rimanere stabile o peggiorare. Dagli studi sembra invece che il periodo più delicato sia quello post-partum, nel quale la maggior parte delle pazienti peggiora, mentre solo una minoranza migliora o rimane stabile.
È importante un confronto costante con il proprio dermatologo, in modo da gestire al meglio l’andamento della malattia sia durante la gravidanza sia nelle fasi successive, per vivere la maternità nel modo più sereno possibile e gestirla in base alle esigenze personali.

Come posso capire che le macchie sono psoriasi?

Dermatologia

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Le macchie tipiche della psoriasi hanno margini netti e regolari, sono di colore rosso intenso e sono ricoperte da squame biancastre. Si chiamano chiazze o, se sono molto spesse, placche. Possono comparire in qualsiasi parte del corpo ma generalmente si presentano sui gomiti, sulle ginocchia, sul cuoio capelluto. Se hai dubbi su una macchia di cui ti sei accorta sulla pelle, rivolgiti al tuo medico di base per una prima valutazione e al dermatologo.

Sono incinta e ho scoperto delle macchie sulla pelle, quando devo andare dal medico?

Dermatologia

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Se sei incinta e scopri delle macchie sulla pelle è bene verificare subito con il medico di cosa si tratta. Le macchie sulla pelle sono abbastanza comuni. A volte si tratta solo di reazioni temporanee, ad esempio per un’intolleranza a un alimento ma, talvolta, la loro presenza può essere il segno di una patologia, anche seria.
Per questo è importante che tu ti rivolga a un medico specialista, il dermatologo.

Portò fare l’anestesia per contenere i dolori del parto?

Ginecologia

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Le malattie reumatologiche non sono una controindicazione all’anestesia epidurale. Solo in caso di utilizzo di antiaggreganti o anticoagulanti potrebbero sussistere alcune controindicazioni alla procedura. Anche in questo caso, i tuoi specialisti sapranno definire la strategia migliore per gestire al meglio il parto, per te e per il tuo bambino.

Potrò partorire naturalmente?

Ginecologia

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In assenza di particolari criticità, sì: generalmente, le malattie autoimmuni, reumatologiche e dermatologiche, non sono una controindicazione al parto naturale né un’indicazione al taglio cesareo.
Gli specialisti ginecologi/ ostetrici sapranno consigliarti al meglio in base alla valutazione della tua condizione e della terapia che stai seguendo.

Posso accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA)?

Ginecologia

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Anche in questo caso, dipende dalla situazione personale e dalla valutazione dello specialista.
In generale, le donne con patologia autoimmune, reumatologica o dermatologica, possono accedere a diverse tecniche di PMA, come l’inseminazione intrauterina, la FIVET (fertilizzazione in vitro e transfer embrionario) la ICSI (iniezione intracitoplasmatica di sperma) e ovodonazione. Naturalmente, lo specialista deve valutare la situazione personale, in modo da poter intraprendere adeguate profilassi, in particolare in caso di stimolazione ormonale.

Ho una malattia reumatologica e voglio pianificare la gravidanza. Posso usare contraccettivi? Quali?

Ginecologia

Reumatologia

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Se hai una malattia reumatologica e vuoi diventare mamma, pianificare la gravidanza è la scelta migliore. Ciò ti consentirà di affrontare questo momento con serenità, favorendo la nascita di un bambino sano.
Se, invece, la gravidanza è ancora un progetto molto lontano, non devi rinunciare a vivere serenamente la tua sessualità. La contraccezione è per te un’opzione strategica di cui parlare con il tuo ginecologo. Infatti, la scelta del metodo contraccettivo deve tener conto delle tue condizioni generali e della terapia che stai seguendo. Lo specialista valuterà qual è la migliore per te.
In generale, le opzioni da considerare anche in presenza di una malattia reumatologica sono molte: la pillola, l’anello transvaginale, il cerotto, gli impianti sottocutanei, i dispositivi intrauterini (cioè le spirali classiche o medicate). Va suggerita cautela per i contraccettivi a base di estroprogestinici o progestinici. L’assunzione di tali farmaci va attentamente valutata dallo specialista.
Il preservativo ha un indice di efficacia basso per la prevenzione della gravidanza, soprattutto per chi come te ha necessità di programmarla in un periodo di remissione della malattia. Per questo motivo, da solo non basta ma è sicuramente importante associarlo come strumento di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse.

Le malattie autoimmuni possono incidere sulla sessualità?

Ginecologia

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Le malattie autoimmuni incidono non solo sulla funzionalità del sistema muscolo-scheletrico ma anche sulla sessualità. Infatti, possono determinare problemi ginecologici (secchezza vaginale, dolore durante i rapporti sessuali, riduzione della libido) avere risvolti estetici (lesioni cutanee o deformazioni agli arti) e psicologici (diminuzione dell’autostima, perdita di interesse, ansia).
Il ginecologo è un punto di riferimento fondamentale, per affrontare l’argomento della sessualità senza pudori e trovare rimedio ai disturbi.
Altrettanto fondamentale è il dialogo con il proprio partner. Non parlare delle difficoltà e non affrontare le paure, non solo non risolve il problema, ma rischia di minare la vita di coppia.

Come posso preservare la mia fertilità?

Ginecologia

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Preservare la fertilità è un impegno importante, anzitutto verso te stessa. La fertilità delle donne con malattie autoimmuni è comparabile con quella della popolazione media femminile. Come tutte le altre donne, quindi, prenditi cura di te stessa, segui uno stile di vita sano ed equilibrato, non fumare e segui la terapia che ti è stata prescritta. Fai le vaccinazioni raccomandate, anche per prevenire eventuali infezioni in gravidanza che potrebbero avere conseguenze sul feto.
Parla liberamente con i tuoi specialisti del tuo desiderio di diventare mamma, sapranno suggerirti il percorso migliore per vivere la maternità in modo sereno e consapevole.

Ho una malattia reumatologica: sono meno fertile?

Ginecologia

Reumatologia

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Le malattie reumatologiche, salvo rare eccezioni, non influiscono sulla fertilità, che risulta comparabile con quella della popolazione generale. Vi sono tuttavia alcune particolari condizioni che possono potenzialmente compromettere la fertilità nelle donne con malattie reumatologiche:
la malattia in fase attiva e la conseguente possibile assenza transitoria di mestruazioni
l’insufficienza renale cronica
la prolungata e/o costante assunzione di farmaci, che può alterare l’ovulazione, come per esempio i farmaci antinfiammatori non steroidei
Come per tutte le persone/coppie, esiste il rischio di infertilità: se dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali non protetti (sei mesi, se la donna ha più di 35 anni) non avviene il concepimento, è consigliabile ricercare le cause della difficoltà, che può non essere in alcun modo legata alla malattia reumatica.
L’infertilità è un problema di coppia e non bisogna dimenticare l’influenza del fattore maschile.

Sarò in grado di crescere mio figlio nonostante la mia malattia reumatologica?

Ginecologia

Reumatologia

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La neomamma, talvolta, teme di non essere all’altezza del compito che si trova davanti, specie se a gravare su di lei ci sono anche i sintomi di una malattia reumatologica. È importante ricordare che la patologia non comporta problematiche insormontabili legate alla crescita dei figli.
Il “segreto” è quello di organizzarsi e di farsi aiutare da altre persone. Lo specialista e la famiglia sono alleati fondamentali. Inoltre, un supporto pratico nelle mansioni fisicamente più gravose, per esempio nel cambiare o lavare il bambino, può consentire alla mamma di limitare gli sforzi e dunque l’affaticamento, per dedicarsi più serenamente a costruire il rapporto con il suo piccolo.
Un altro consiglio è quello di confrontarsi con altre persone, in particolare altre donne che hanno affrontato o stanno affrontando una situazione simile, cercando con loro soluzioni pratiche per ridurre le difficoltà quotidiane.

Quali conseguenze avrà la mia malattia sul mio essere mamma?

Reumatologia

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Tu, anzitutto, non avere paura. Fai il possibile ogni giorno per stare bene, prenditi cura di te stessa, parla con i tuoi specialisti, segui le terapie che ti prescrivono.
La gestione del puerperio è complessa anche in condizioni di salute ottimali, a maggior ragione lo è per chi ha una patologia che talvolta segna anche fisicamente.
Chiedi aiuto, se ti occorre, per avere tutta l’energia possibile per crescere serenamente tuo figlio, e fargli sentire quanto tu abbia desiderato diventare mamma.

Quali effetti avrà la gravidanza sulla mia malattia?

Reumatologia

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Anzitutto, non è detto che la gravidanza abbia degli effetti sulla tua malattia. Le patologie reumatologiche sono molte e differenti tra loro e non per tutte la gravidanza rappresenta un rischio, anzi, per alcune può essere un periodo di miglioramento dei sintomi.
È vero, la gestazione può rappresentare un periodo particolarmente complesso, durante il quale l’attività della malattia può avere un andamento variabile.
Anche per affrontare questo tema, per andare a fondo di queste tematiche, rivolgiti ai tuoi medici, parla con loro, sono i tuoi migliori alleati.

Potrò allattare il mio bambino?

Reumatologia

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Allattare il proprio bambino è un altro momento straordinario della maternità e, per una donna con malattia reumatologica, può essere anche molto delicato.
Non vi sono controindicazioni né chiari fattori di rischio, anche se i flares di malattia in puerperio non sono rari e chiaramente vanno trattati. Con lo specialista reumatologo, eventualmente anche insieme al pediatra, dovrai valutare se la terapia che stai assumendo può avere delle conseguenze per il bambino.
In generale, la maggior parte dei farmaci anti-reumatici non rappresentano motivo di rinuncia all’allattamento, né è richiesta la sospensione. Tuttavia, alcuni possono essere sconsigliati, anche se non necessariamente dannosi per il bambino.
Ciò che è fondamentale, è che non devi mai decidere da sola di sospendere la terapia per allattare, se gli specialisti ti sconsigliano di farlo.
Il tuo bambino ha bisogno che la sua mamma sia nelle migliori condizioni di salute e che si prenda cura di lui.

È necessario cambiare terapia dopo il parto?

Reumatologia

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Solo in alcuni casi, dipende dalla situazione personale e dalla valutazione dello specialista, il cui supporto è fondamentale anche dopo il parto.
Le difficoltà da affrontare non si esauriscono con la nascita del bambino, gestire il puerperio è complesso anche in condizioni di salute normali, a maggior ragione va fatta una attenta valutazione medica, essendoci la possibilità che la malattia reumatica si riacutizzi nelle settimane/ mesi successivi al parto.

È necessario cambiare terapia durante la gravidanza?

Reumatologia

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Solo in alcuni casi, dipende dalla situazione personale e dalla valutazione dello specialista. Se vuoi diventare mamma, prima ne parli con il tuo specialista e meglio è. In questo modo, lo specialista può impostare, nei casi che lo consentano, una terapia con un farmaco che non abbia effetto teratogeno. In generale, se la terapia coincide con quella già in corso, le valutazioni sulla possibile gravidanza saranno più rapide e positive, avendo già testato la risposta terapeutica; viceversa, cambiare terapia comporta tempi più lunghi prima di poter intraprendere una gravidanza, dato che, prima, va verificata l’efficacia della terapia stessa sulla paziente.

Devo sospendere i farmaci durante la gravidanza?

Reumatologia

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No, a meno che non te l’abbia prescritto il tuo specialista. 

Ciò che devi fare, è seguire in modo estremamente scrupoloso tutte le indicazioni dei tuoi specialisti, per far sì che la malattia venga mantenuta in remissione: questo è essenziale, per la salute tua e del tuo bambino.

Sebbene con qualche distinguo in relazione alle differenti posologie, alle differenti molecole ecc., la maggior parte dei farmaci anti-reumatici sono da considerarsi sicuri anche durante la gestazione perciò non solo non è necessario sospendere il trattamento, ma è decisamente sconsigliabile.

Quali sono i rischi per me, rispetto a una donna sana?

Reumatologia

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Anzitutto va detto che, in generale, per moltissime ragioni, nessuna gravidanza è priva di potenziali rischi o complicanze, nemmeno in condizioni di salute ottimali. È altrettanto vero, però, che, per le donne con una malattia reumatica il percorso verso la maternità è più complesso.
Il principale fattore di rischio per l’insorgenza di complicanze materne e fetali durante la gravidanza è la presenza della malattia in fase attiva. Per ridurre tale pericolo, è fondamentale scegliere il periodo giusto insieme ai tuoi specialisti, in modo da programmare il concepimento in una fase di remissione stabile da almeno 6 mesi.
Le patologie reumatiche sono molte e differenti tra loro e non per tutte la gravidanza rappresenta un rischio. Affidati ai tuoi specialisti, loro valuteranno il percorso migliore per te e il piano terapeutico più appropriato alle tue condizioni, per accompagnarti verso la gravidanza consapevolmente, in modo da evitare rischi per la salute tua e del bambino.

Posso diventare mamma anche se ho una malattia reumatologica?

Ginecologia

Reumatologia

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Sì, oggi diventare mamma con una malattia reumatologica non è più un sogno, grazie ai progressi della ricerca medico-scientifica. In passato, si sconsigliava alle pazienti di avere figli, oggi la situazione è molto diversa.
Ci sono opzioni terapeutiche sicure e appropriate, sostenute da evidenze scientifiche, che consentono alle donne affette da patologie reumatologiche di programmare la propria vita familiare e di continuare la terapia in gravidanza senza compromettere la propria salute, quella del feto e del bambino durante l’allattamento.
Con l’affiancamento costante degli specialisti prima, durante e dopo la gravidanza, puoi pianificare una gravidanza e diventare mamma con una serenità paragonabile a quella di tutte le altre donne.

Quando devo parlare al medico del mio desiderio di diventare mamma?

Dermatologia

Ginecologia

Reumatologia

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Se hai una malattia autoimmune e vuoi diventare mamma, dovresti parlarne ai tuoi specialisti prima del concepimento. Programmare la gravidanza in una fase di remissione prolungata della patologia e in terapia stabile da tempo, riduce i rischi di complicanze.
Affrontare l’argomento con i tuoi medici molto presto nel percorso di cura, consentirà loro di creare le condizioni migliori per la procreazione, scegliendo terapie appropriate e, quando possibile, utilizzando farmaci che non debbano essere sospesi prima del concepimento.
Non avere paura, parla liberamente del tuo desiderio di diventare mamma ai tuoi medici, anche della contraccezione o della procreazione medicalmente assistita: loro sono i tuoi alleati, sfrutta la forza della loro conoscenza.

Campagna di informazione su malattie autoimmuni e pianificazione familiare promossa da: