Diventare mamma: risposte alle domande più frequenti

In questa pagina abbiamo predisposto, insieme agli specialisti che ci affiancano nel progetto, una serie di risposte alle domande più frequenti.

Oggi diventare mamma per le donne con malattie reumatiche è possibile. Rispetto al passato, le attuali conoscenze permettono di affrontare una maternità con serenità, sebbene con tutte le dovute precauzioni.

I medici sono oggi in grado di guidare le pazienti in modo da far loro evitare o affrontare al meglio le potenziali criticità.

Una corretta pianificazione del percorso che va dalla gravidanza ai primi mesi del bambino, consente di prevenire e/o gestire ogni possibile inconveniente, limitando stress e eventuali rischi, favorendo la nascita di un bambino sano.

Non lasciarti fermare dai dubbi: rivolgiti al tuo specialista e parlagli in modo sincero e trasparente, saprà darti i consigli di cui hai bisogno.

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Quando devo parlare al medico del mio desiderio di diventare mamma?

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Se hai una malattia reumatica e desideri diventare mamma, è importante che tu ti rivolga ai tuoi specialisti prima del concepimento. Affrontare l’argomento con i tuoi medici molto presto nel percorso di cura, consentirà loro di creare le condizioni migliori per la procreazione, scegliendo terapie appropriate e, quando possibile, utilizzando farmaci che non debbano essere sospesi prima del concepimento. Non avere paura, parla liberamente del tuo desiderio di diventare mamma ai tuoi medici, anche della contraccezione o della procreazione medicalmente assistita: loro sono i tuoi alleati, sfrutta la forza della loro conoscenza.
Posso diventare mamma anche se ho una malattia reumatica?

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Assolutamente sì! Grazie ai progressi della ricerca medico-scientifica, oggi diventare mamma nonostante una malattia reumatica non è più un sogno. In passato, si sconsigliava alle pazienti di avere figli, oggi la situazione è molto diversa. Ci sono opzioni terapeutiche sicure e appropriate, sostenute da evidenze scientifiche, che consentono alle donne affette da patologie reumatiche autoimmuni di programmare la propria vita familiare e di continuare la terapia in gravidanza senza compromettere la propria salute, quella del feto e del bambino durante l’allattamento. Con l’affiancamento costante degli specialisti prima, durante e dopo la gravidanza, puoi pianificare una gravidanza e diventare mamma con una serenità paragonabile a quella di tutte le altre donne.
Quali sono i rischi per me, rispetto a una donna sana?

Reumatologia

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Anzitutto va detto che, in generale, per moltissime ragioni, nessuna gravidanza è priva di potenziali rischi o complicanze, nemmeno in condizioni di salute ottimali. È altrettanto vero, però, che, per le donne con una malattia reumatica il percorso verso la maternità è più complesso. Il principale fattore di rischio per l’insorgenza di complicanze materne e fetali durante la gravidanza è la presenza della malattia in fase attiva. Per ridurre tale pericolo, è fondamentale scegliere il periodo giusto insieme ai tuoi specialisti, in modo da programmare il concepimento in una fase di remissione stabile da almeno 6 mesi. Le patologie reumatiche sono molte e differenti tra loro e non per tutte la gravidanza rappresenta un rischio. Affidati ai tuoi specialisti, loro valuteranno il percorso migliore per te e il piano terapeutico più appropriato alle tue condizioni, per accompagnarti verso la gravidanza consapevolmente, in modo da evitare rischi per la salute tua e del bambino.
Devo sospendere i farmaci durante la gravidanza?

Reumatologia

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No, a meno che non te l’abbia prescritto il tuo specialista.  Ciò che devi fare, è seguire in modo estremamente scrupoloso tutte le indicazioni dei tuoi specialisti, per far sì che la malattia venga mantenuta in remissione: questo è essenziale, per la salute tua e del tuo bambino. Sebbene con qualche distinguo in relazione alle differenti posologie, alle differenti molecole ecc., la maggior parte dei farmaci anti-reumatici sono da considerarsi sicuri anche durante la gestazione perciò non solo non è necessario sospendere il trattamento, ma è decisamente sconsigliabile.
È necessario cambiare terapia durante la gravidanza?

Reumatologia

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Solo in alcuni casi, dipende dalla situazione personale e dalla valutazione dello specialista. Se vuoi diventare mamma, prima ne parli con il tuo specialista e meglio è. In questo modo, lo specialista può impostare, nei casi che lo consentano, una terapia con un farmaco che non abbia effetto teratogeno. In generale, se la terapia coincide con quella già in corso, le valutazioni sulla possibile gravidanza saranno più rapide e positive, avendo già testato la risposta terapeutica; viceversa, cambiare terapia comporta tempi più lunghi prima di poter intraprendere una gravidanza, dato che, prima, va verificata l’efficacia della terapia stessa sulla paziente.
È necessario cambiare terapia dopo il parto?

Reumatologia

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Solo in alcuni casi, dipende dalla situazione personale e dalla valutazione dello specialista, il cui supporto è fondamentale anche dopo il parto. Le difficoltà da affrontare non si esauriscono con la nascita del bambino, gestire il puerperio è complesso anche in condizioni di salute normali, a maggior ragione va fatta una attenta valutazione medica, essendoci la possibilità che la malattia reumatica si riacutizzi nelle settimane/ mesi successivi al parto.
Potrò allattare il mio bambino?

Reumatologia

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L’allattamento è un altro momento straordinario della maternità e, per una donna con malattia reumatica, può essere anche molto delicato, anche se non vi sono controindicazioni né chiari fattori di rischio, anche se, come già detto, i flares di malattia in puerperio non sono rari e chiaramente vanno trattati. Con lo specialista reumatologo, eventualmente anche insieme al pediatra, dovrai valutare se la terapia che stai assumendo può avere delle conseguenze per il bambino. In generale, la maggior parte dei farmaci anti-reumatici non rappresentano motivo di rinuncia all’allattamento, né è richiesta la sospensione, tuttavia, alcuni possono essere sconsigliati, anche se non necessariamente dannosi per il bambino. Ciò che è fondamentale, è che non devi mai decidere da sola di sospendere la terapia per allattare, se gli specialisti ti sconsigliano di farlo: il tuo bambino ha bisogno che la sua mamma sia nelle migliori condizioni di salute e che si prenda cura di lui.
Quali effetti avrà la gravidanza sulla mia malattia?

Reumatologia

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Anzitutto, non è detto che la gravidanza abbia degli effetti sulla tua malattia. Le patologie reumatiche sono molte e differenti tra loro e non per tutte la gravidanza rappresenta un rischio, anzi, per alcune può essere un periodo di miglioramento dei sintomi. È vero, la gestazione può rappresentare un periodo particolarmente complesso, durante il quale l’attività della malattia può avere un andamento variabile. Anche per affrontare questo tema, per andare a fondo di queste tematiche, rivolgiti ai tuoi medici, parla con loro, sono i tuoi migliori alleati.
Quali conseguenze avrà la mia malattia sul mio essere mamma?

Reumatologia

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Le difficoltà da affrontare non si esauriranno con la nascita del tuo bambino, la gestione del puerperio è già complessa in condizioni di salute ottimali, a maggior ragione lo è per chi ha una patologia che segna anche fisicamente e per la quale sforzi fisici anche banali possono rappresentare un problema. Tu, anzitutto, non avere paura. Fai il possibile ogni giorno per stare bene, prenditi cura di te stessa, parla con i tuoi specialisti, segui le terapie che ti prescrivono. Chiedi aiuto, se ti occorre, per avere tutta l’energia possibile per crescere serenamente tuo figlio, e fargli sentire quanto tu abbia desiderato diventare mamma.
Sarò in grado di crescere mio figlio nonostante la mia malattia reumatica?

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Non è raro che la neomamma tema di non essere all’altezza del compito che si trova davanti, specie se a gravare su di lei ci sono anche i sintomi di una malattia reumatica. È importante che sappia che la patologia non comporta problematiche insormontabili legate alla crescita dei figli. Il “segreto” è quello di organizzarsi e di farsi aiutare da altre persone. Lo specialista e la famiglia sono alleati fondamentali. Inoltre, un supporto pratico nelle mansioni fisicamente più gravose, per esempio nel cambiare o lavare il bambino, può consentire alla mamma di limitare gli sforzi e dunque l’affaticamento, per dedicarsi più serenamente a costruire il rapporto con il suo piccolo. Un altro consiglio è quello di confrontarsi con altre persone, in particolare altre donne che hanno affrontato o stanno affrontando una situazione simile, cercando con loro soluzioni pratiche per ridurre le difficoltà quotidiane.
Ho una malattia reumatica: sono meno fertile?

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Le malattie reumatiche, salvo rare eccezioni, non influiscono sulla fertilità, che risulta comparabile con quella della popolazione generale. Vi sono alcune particolari condizioni che possono potenzialmente compromettere la fertilità nelle donne con malattie reumatiche: la malattia in fase attiva e la conseguente possibile assenza transitoria di mestruazioni l’insufficienza renale cronica la prolungata e/o costante assunzione di farmaci, che può alterare l’ovulazione, come per esempio i farmaci antinfiammatori non steroidei Come per tutte le persone/coppie, esiste il rischio di infertilità: se dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali non protetti (sei mesi, se la donna ha più di 35 anni) non avviene il concepimento, è consigliabile ricercare le cause della difficoltà, che può non essere in alcun modo legata alla malattia reumatica. L’infertilità è un problema di coppia e non bisogna dimenticare l’influenza del fattore maschile.
Come posso preservare la mia fertilità?

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La tua fertilità è comparabile con quella della popolazione media femminile, perciò puoi tutelarla esattamente come tutte le altre donne: prenditi cura di te stessa, segui uno stile di vita sano ed equilibrato, non fumare e segui la terapia che ti è stata prescritta. Effettua le vaccinazioni raccomandate, anche al fine di prevenire eventuali infezioni in gravidanza che potrebbero avere conseguenze sul feto. Parla liberamente con i tuoi specialisti del tuo desiderio di diventare mamma, sapranno suggerirti il percorso migliore per vivere la maternità in modo sereno e consapevole.
La sessualità viene influenzata dalla malattia reumatica?

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Le malattie incidono non solo sulla funzionalità del sistema muscolo-scheletrico ma possono determinare anche problemi ginecologici (secchezza vaginale, dolore durante i rapporti sessuali, riduzione della libido) avere risvolti estetici (lesioni cutanee o deformazioni agli arti) e psicologici (diminuzione dell’autostima, perdita di interesse, ansia). Il ginecologo è un punto di riferimento fondamentale, per affrontare l’argomento senza pudori e trovare rimedio ai disturbi. Altrettanto fondamentale è il dialogo con il proprio partner. Non parlare delle difficoltà e non affrontare le paure, non solo non risolve il problema, ma rischia di minare la vita di coppia.
Ho una malattia reumatica e voglio pianificare la gravidanza. Posso usare contraccettivi? Quali?

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Se hai una malattia reumatica e vuoi diventare mamma, pianificare la gravidanza è la scelta migliore, che ti consentirà di affrontare questo momento con serenità, favorendo la nascita di un bambino sano. E se la gravidanza è ancora un progetto molto lontano, non devi rinunciare a vivere serenamente la tua sessualità. La contraccezione è per te un’opzione strategica di cui parlare con il tuo ginecologo: la scelta del metodo contraccettivo deve tener conto delle tue condizioni generali e della terapia che stai seguendo. Lo specialista valuterà qual è la migliore per te. In generale, le opzioni da considerare anche in presenza di una malattia reumatica sono molte: la classica pillola, l’anello transvaginale, il cerotto, gli impianti sottocutanei, i dispositivi intrauterini (cioè le spirali classiche o medicate). Va suggerita cautela per i contraccettivi a base di estroprogestinici o progestinici, la cui assunzione va attentamente valutata dallo specialista. Il preservativo ha un indice di efficacia basso per la prevenzione della gravidanza, soprattutto per chi come te ha necessità di programmarla in un periodo di inattività della malattia, per cui da solo non basta. È sicuramente importante associarlo come strumento di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse.
Posso accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA)?

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Anche in questo caso, dipende dalla situazione personale e dalla valutazione dello specialista. In generale, le donne con patologia reumatica possono accedere a diverse tecniche di PMA, come l’inseminazione intrauterina, la FIVET (fertilizzazione in vitro e transfer embrionario) la ICSI (iniezione intracitoplasmatica di sperma) e ovodonazione. Naturalmente, lo specialista deve valutare la situazione personale, in modo da poter intraprendere adeguate profilassi, in particolare in caso di stimolazione ormonale.
Potrò partorire naturalmente?

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In assenza di particolari criticità, sì: generalmente, le malattie reumatiche non sono una controindicazione al parto naturale né un’indicazione al taglio cesareo. Gli specialisti ginecologi/ostetrici sapranno consigliarti al meglio in base alla valutazione della tua condizione e della terapia che stai seguendo.
Portò fare l’anestesia per contenere i dolori del parto?

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Le malattie reumatiche non sono una controindicazione all’anestesia epidurale. Solo in caso di utilizzo di antiaggreganti o anticoagulanti potrebbero sussistere alcune controindicazioni alla procedura. Anche in questo caso, i tuoi specialisti sapranno definire la strategia migliore per gestire al meglio il parto, per te e per il tuo bambino.

Campagna di informazione su malattie reumatiche e pianificazione familiare promossa da